Traffico mentale, ci caschiamo tutti…

Succede a tutti, o quasi.

La nostra mente è sempre impegnata in pensieri, pensieri, pensieri… legati al lavoro, alla famiglia, alla salute, ai propri cari… è un chiacchiericcio incessante, è il “traffico mentale“. Ci si angoscia per quanto è già accaduto, ci si preoccupa per quanto potrebbe accadere.
Il traffico mentale è insieme causa e sintomo di stress.

Concentrarsi sul proprio respiro è un primo modo, il più semplice, per interrompere questo circolo vizioso: divenire consapevoli dell’inspirazione e dell’espirazione. Se a questa pratica si associa il VOCAL TONING, creando suoni con la voce, vocali o humming, i pensieri nella mente si diradano rapidamente, facendo posto solo al momento presente.

E’ uno degli effetti più diffusi ed immediati del VOCAL TONING e dà subito un senso di benessere e di equilibrio.

Il corpo è rilassato, il cuore è calmo, la mente è serena.

Il Vocal Toning va dritto al cuore

Oltre ad avere effetti calmanti ed energizzanti, il canto ha benefici per l’apparato cardiovascolare, perché stimola le variazioni naturali del battito cardiaco. Lo studio sulla piattaforma scientifica online www.frontiersin.org

Che il canto sia un toccasana per la salute non è una novità: è da sempre usato in tutto il mondo come un rituale in moltissime religioni per i suoi effetti rilassanti ed energizzanti. Ma c’è di più: come afferma uno studio pubblicato sulla piattaforma scientifica online www.frontiersin.org, cantare ha anche effetti benefici sull’attività del nostro cuore.

La ricerca si è occupata di studiare come il canto, che implica una forma di respirazione guidata, coinvolga la variabilità del battito cardiaco (HRV) e l’aritmia respiratoria sinusale (RSA), una variazione naturale del battito che avviene durante un ciclo di respirazione: l’accoppiamento di questi fattori infatti, oltre a provocare biologicamente un effetto calmante, favorisce le funzioni dell’apparato cardiovascolare.

Lo studio è stato condotto su 15 ragazzi di 18 anni di ambo i sessi, tutti in buona salute. I soggetti dovevano eseguire vari pezzi, sempre in coro: canticchiare a bocca chiusa un singolo suono, respirando quando ne sentivano il bisogno; cantare un inno respirando liberamente, e infine recitare un mantra e respirare solamente tra una frase e l’altra.

Durante ogni fase dello studio, il battito cardiaco dei cantanti era monitorato insieme alla respirazione, la conduttanza della pelle e la temperatura delle dita. I soggetti eseguivano i loro pezzi sedendo in semicerchio, con gli occhi aperti, dopo aver fatto delle prove.

I risultati dello studio hanno mostrato l’evidente connessione tra tipo di canzoni, respirazione e battito cardiaco. Non solo: cantare all’unisono pezzi con una struttura regolare fa accelerare e decelerare simultaneamente i cuori dei cantanti. In conclusione, cantare in coro produce una respirazione profonda e regolare, che attiva l’aritmia respiratoria sinusale e provoca benefici per l’apparato cardiovascolare, oltre a stimolare l’attività del nervo vago, che regola funzioni quali l’umore, il sonno, l’appetito e la motivazione.

Cantare, un’attività complessa e benefica per il cervello.

Cosa succede al cervello quando cantiamo? Ce lo spiega Prof. Sarah Wilson dell’Università di Melbourne.

Ciò che notiamo quando valutiamo le funzioni neurologiche di una persona che canta è che aree molto estese del cervello si illuminano, ovvero si attivano.

Ciò accade sia che si canti, sia che si pensi soltanto di cantare.
 
Queste aree includono sistemi motori, altri legati all’ascolto, alla programmazione e organizzazione di informazioni, alla memoria, al linguaggio (se cantiamo usando delle parole), e anche aree connesse alle emozioni.
Cantare, inoltre, incrementa (in senso neurologico, ndr) l’empatia e la relazione sociale.
La complessità dell’attività canora è impressionante per il cervello, anche se ad alcuni di noi può apparire un processo relativamente semplice.
 
La cosa notevole dell’atto di cantare è che, mentre lo facciamo, attiviamo il sistema (cerebrale, ndr) di ricompensa. Le emozioni ad esso correlate innescano il rilascio di dopamina, che è la componente chimica del piacere, del benessere.
 
Quindi, se vi piace farlo, cantare è una forma naturale di terapia: risolleva l’umore, innesca il rilascio di dopamina, e allena tutti quei sistemi e network di cui sopra, apportando benefici protettivi per il sistema nervoso, per la nostra salute psicofisica.”
Guarda l'intervento di Sarah Wilson.
Cosa succede al cervello quando cantiamo?

https://www.udemy.com/vocal-toning-sound-healing-through-your-own-voice/

 

Vocal Toning, un viaggio nella voce

Il Vocal Toning è un viaggio nella voce che ha lo scopo di costruire uno spazio per noi stessi, uno spazio interiore, creare un luogo sacro e privato che nessun altro potrà conoscere e al quale potremo tornare ogni volta che vorremo.

Praticare Vocal Toning è molto di più che semplicemente utilizzare la propria voce per il rilassamento – che già di per sè sarebbe un ottimo scopo. E’ intraprendere un viaggio di suoni e di silenzi, di vibrazioni e di slanci.

Ogni viaggio nella voce è unico e a sè, con sfumature sempre diverse e tessiture irripetibili e preziose. Nulla può essere programmato, è un continuo cogliere e far spazio agli spunti che sorgono da noi a tutti i livelli, fisico, emotivo, mentale e spirituale. E’ un concatenarsi di passi, procedere lasciandosi trasportare dalla nostra voce là dove è necessario che ci porti. La voce ci guida, ci fa luce nell’esplorare il nostro mondo interiore

Un viaggio sonoro non richiede di saper cantare, tutt’altro! BIsogna essere pronti a lasciare indietro tutto ciò che si conosce dei suoni, del canto, della musica. Occorre ritornare alla vibrazione stessa, ricontattare il suono primordiale, quello che è dentro di noi come eco dell’universo.

Viaggi leggeri e giocosi, viaggi profondi e catartici, mille e un viaggio, senza mai il rischio di ripetersi.

Più VOCAL TONING, meno stress…

Molte persone scelgono la musica per rilassarsi dopo un lavoro particolarmente impegnativo, e la musicoterapia è ormai riconosciuta come terapia a tutti gli effetti.

Negli anni molto studiosi hanno confermato che quest’azione ha delle spiegazioni scientifiche: infatti le vibrazioni sonore possono intervenire in maniera positiva su diversi disturbi, prime tra tutte le patologie collegate allo stress.

È per questo che il sound healing (guarigione con il suono) sta prendendo sempre più piede: tra bagni di gong e massaggi con campane tibetane o di cristallo, sempre più persone stanno cercando di ritrovare equilibrio e benessere proprio grazie all’uso del suono.

Se ascoltare musica e suono ha effetti positivi sullo stress, a maggior ragione produrre suono, ossia cantare, ha effetti positivi sull’umore ed è un potente antistress.

Studi scientifici hanno dimostrato che quando si canta, il cervello rilascia sostanze come serotonina, dopamina e noradrenalina, che regolano il tono dell’umore. Si registrano anche variazioni a livello ormonale: diminuisce il livello di cortisolo, l’ormone dello stress, mentre il corpo libera ossitocina, l’ormone della fiducia e della socialità.

Se il canto spontaneo ha già di per sé effetti così tangibili e positivi (la natura, quante ne sa!), immaginiamo quanto questi possano moltiplicarsi se l’utilizzo della voce è consapevole e intenzionalmente diretto verso la riduzione dello stress.

Il VOCAL TONING, grazie all’azione della vibrazione della propria voce sul corpo, ha tra le sue applicazioni più diffuse e immediate proprio questo effetto rilassante, donando prima di tutto una condizione di pace, ma anche, nel tempo, un miglioramento dell’insonnia e una minor percezione della fatica.

E’ uno strumento prezioso ed efficace sempre a portata di mano, una volta apprese le tecniche: infatti praticare il vocal toning, emettendo suoni delicati e continui, o lo “humming”, ossia l’emissione di un profondo suono mmmmh a labbra chiuse e senza lasciar uscire il fiato (lo facciamo tutti molto più spesso di quanto non pensiamo!) può essere fatto ovunque e in qualsiasi situazione, ed i risultati sono assicurati.

Incontro di gruppo di Vocal Toning… “ma, ESATTAMENTE, che cosa si fa?”

Quando parli a qualcuno del Vocal Toning, o magari proponi di partecipare a un incontro, la domanda è sempre la stessa: “ma, ESATTAMENTE, che cosa si fa?”. Ecco come si svolge un incontro di Vocal Toning.

Dopo qualche esercizio di respirazione e scioglimento muscolare molto blando, ci si siede in cerchio e comincia un percorso guidato di emissione di suoni che agiscono su specifiche parti del corpo (associate ai chakra), con l’intento di ottenere rilassamento fisico e mentale.

L’operatore che conduce l’incontro guida nella respirazione e nella produzione dei suoni, intensifica gli effetti suggerendo immagini e aiuta a decodificare i segnali che il corpo ci manda durante e dopo la pratica.

L’esperienza del gruppo dona sostegno e condivisione, l’unirsi di voci e vibrazioni diverse ma in armonia sospende i confini e dà vita a un’energia nuova.

L’incontro si conclude con un momento di accoglimento, distesi con una coperta, in cui si lascia che le vibrazioni continuino ad operare, mentre l’operatore intona un canto di guarigione.

Chakra o non chakra?

La suonoterapia applica specifiche frequenze di suono e vibrazione a scopi terapeutici e per creare uno stato di benessere nella persona a livello fisico, emotivo e mentale.

La voce umana è il più potente di tutti gli strumenti per raggiungere questo scopo, perché agisce dall’interno, e l’effetto risulta amplificato.
La tecnica che si utilizza si chiama VOCAL TONING: creare specifici suoni vocalici o sillabe, senza parole o melodia, e poi lasciare che le vibrazioni si diffondano nel corpo.

E’ come un massaggio interiore, bisogna provarlo per capire perché non somiglia a nient’altro: percepisci come la vibrazione della voce lavori su singoli punti del corpo, riportandoli in equilibrio.

Nella tradizione religiosa indiana questi punti corrispondono ai chakra, per chi ha familiarità con questo concetto, centri di energia presenti nel corpo che presiedono alle funzioni organiche, psichiche ed emotive dell’individuo. I principali sono sette e sono distribuiti lungo la colonna vertebrale, dall’osso sacro fino alla sommità della testa.

Con il VOCAL TONING si agisce sui singoli chakra con suoni diversi per riequilibrare eventuali scompensi che si traducono spesso in disturbi fisici ed emotivi e in vere e proprie patologie.

Non è necessario avere nozioni sul sistema dei chakra o anche, banalmente, “crederci”: se ci si concentra su un punto del corpo, se si proietta la voce e l’intenzione in quel punto, la vibrazione agisce, chakra o non chakra.

La voce, meraviglioso mistero e incarnazione della personalità.

La prima manifestazione dell’uomo, nel momento della nascita, è la sua voce. La voce del neonato si fa sentire mentre dichiara: SONO VIVO!

Il bambino cresce, e con l’ampliarsi del suo panorama emotivo cresce anche l’espressività della sua voce. Fin dai primi tempi, inconsapevolmente sperimenta la sua voce, grida, piange, ride a crepapelle senza mai perdere la voce. La varietà di suoni e di espressività della voce di un bambino è stupefacente.

Che cosa succede crescendo, che ne è della voce multiforme del bambino una volta diventato adulto?

La possibilità di espressione, direi la possibilità di usare liberamente la voce, si inaridisce, diventa sterile, fissa e monotona. Ma perché succede? Perché le mille sfumature della voce di un bambino si sono ridotte a una manciata? I diversi colori, i diversi timbri… che fine fanno?

Intrappolati, costretti, questa è la spiegazione.

La voce è diventata una mera funzione: comunicare, raccontare, ordinare, pregare… in queste funzioni restano fiochi barlumi delle possibilità espressive della voce. Il tono piatto della comunicazione, il tono empatico del racconto, la perentorietà dell’ordine, il lamento o il fervore della preghiera. Categorie.

Il mondo variegato e poliedrico della voce del bambino, che esprime un mondo interiore fatto di possibilità, si è irrigidito in categorie, compartimenti non comunicanti tra loro.

La nostra società costringe la voce in ruoli. La inibisce, e con essa inscatola soggetti singoli in categorie che cancellano l’unicità di ogni persona. La anestetizza, ne appiattisce le caratteristiche.

No. La voce non può essere solo questo. La poliedricità che era della voce del bambino può ancora dirompere, emergere dalla calma piatta e inespressiva che è diventata, e tornare ad essere vita. Come il primo vagito del neonato.

La voce è l’incarnazione della personalità.

Sembra un paradosso: la voce, impalpabile, incarna la personalità, le dà forma, le dà vita, la rende percepibile, ne disegna i tratti. Ma questo è la voce: pura sinestesia. Una voce dolce, una voce buia, una voce morbida.

La voce è meraviglioso mistero.

Mantra, il suono efficace…

La parola mantra è intraducibile, ma il suo significato può essere reso con “strumento che modifica il pensiero” o “suono efficace“. E infatti il mantra ha un potere trasformativo perchè modifica la consapevolezza della mente, l’effetto che crea va al di là del significato letterale. Cantare mantra è un modo semplice e immediato per entrare in contatto  con se stessi, con la parte più pura e incontaminata di se stessi.

Spirito e corpo si ri-armonizzano attraverso il suono, e questa armonizzazione ha effetti fisici rilevabili, a livello cardiaco, circolatorio, respiratorio. Il cuore viene “massaggiato” attraverso la respirazione profonda creata dal canto, rilassando il sistema nervoso e le rigidità del corpo e portando un senso di diffuso benessere. Inoltre lavora sulla produzione di neurotrasmettitori e ormoni, influendo anche a livello emotivo.

Il canto del mantra apre il cuore e riporta equilibrio tra l’emisfero destro e quello sinistro del cervello, cioè tra la parte emozionale e quella dei pensieri: questo ha effetti sulle nostre decisioni, ci orienta verso scelte più “sane” per noi stessi.

La parola “mantra” spesso viene collegata ad una religione, o interpretata come una preghiera. Anche se il canto del mantra in sè non è religioso, esso aiuta però a ritrovare la relazione con il Divino che abbiamo perduto.

Questa pratica esiste da millenni e nasce in gruppo, di solito intorno alla figura di un Maestro. La sensazione di pienezza che si avverte immergendosi nella vibrazione del mantra nasce dal contattare un’energia che è condivisa da moltitudini di persone da tempo immemorabile.

Non è necessario saper cantare, neppure avere esperienza di meditazione: non conta la cultura, la religione, l’età. Conta il desiderio di aprire il cuore, di centrarsi in modo spontaneo e non faticoso. Conta il voler star bene.

Nada Yoga, “unione attraverso il suono”… è lo yoga del suono.

Nella cultura indiana, il Nada Yoga è una tecnica che cerca la trasformazione interiore attraverso il suono e il tono. Si basa sulla premessa che l’intero cosmo e tutto ciò che esiste – compresi gli esseri umani – consistono di vibrazioni sonore, o nadas.

Il Nada yoga utilizza vibrazioni sonore e risonanze per trattare varie condizioni spirituali e psicologiche. Aiuta anche ad aumentare la propria consapevolezza dei chakra e ad energizzarli. Il Nada yoga è considerato una delle tecniche di meditazione più potenti e fruttuose per calmare la mente. Usare musica e suoni per connettersi a uno stato di coscienza più elevato è una pratica molto comune nelle tradizioni spirituali indù, dove molte delle divinità sono musicisti: Krishna suona il flauto, Saraswati suona la veena e Ganesha ha creato i tamburi tabla.

La pratica di Nada yoga può iniziare con l’ascolto di suoni esterni. Scegliere una musica, armoniosa e preferibilmente solo strumentale, sedere tranquillamente e concentrare tutta la propria attenzione sulla musica.
Una volta che l’attenzione si sposta gradualmente dai suoni esterni ai suoni interni, il praticante si concentra su questi ultimi e la musica esterna può essere progressivamente abbassata.

I suoni interni possono spesso essere percepiti come campane, flauti o un rumore elettrico. Alcuni di questi suoni sono in realtà i suoni del corpo, come il flusso sanguigno o l’energia dei nervi.

Nel Nada Yoga la voce assume un ruolo centrale; la voce manifesta l’espressione più autentica della nostra personalità e delle nostre emozioni, tanto da poter dire che l’individuo si caratterizza maggiormente per il suo “suono”, più che per il modo in cui appare o agisce nel mondo.

Il Nada Yoga però ci dice qualcosa di ancora più radicale: ogni essere non è contraddistinto solo dalla sua voce, unica e irripetibile, ma anche da una vibrazione specifica, la tonica individuale. Quando la nostra voce e la nostra frequenza vibratoria sono allineate, le nostre energie sono nel pieno delle loro potenzialità, con evidenti effetti sullo stato psicofisico della persona.

Che cosa è il Vocal Toning?

Viviamo tempi frenetici, sempre presi dagli obblighi e dalle attività che la vita sembra imporci continuamente. Accumuliamo stress e spesso non riusciamo a vivere serenamente le nostre giornate.

La natura ci mette a disposizione uno strumento prezioso che può venirci in soccorso per uscire da questa situazione, riappropriarci del nostro spazio interiore e raggiungere un nuovo grado di benessere fisico e mentale: la nostra voce.

Il VOCAL TONING appartiene alle tecniche di Sound Healing, ossia guarigione con il suono: la vibrazione della nostra voce, in correlazione con i chakra, agisce su corpo e mente e ci riconnette con il nostro strumento, il corpo.

E’ affine ad altre tecniche di Sound Healing, come bagni di gong o trattamenti con campane tibetane, con una grande differenza: il VOCAL TONING usa attivamente il nostro stesso strumento, rendendoci artefici del nostro benessere. I suoni emessi massaggiano letteralmente il corpo dall’interno verso l’esterno, portando benefici immediati e, se praticati con costanza, duraturi.

Ancora poco conosciuto in Italia, sin dagli inizi degli anni ’80 il VOCAL TONING si è diffuso tra migliaia di persone, negli Stati Uniti come in Europa, che lo hanno utilizzato per la propria salute.

Non serve essere intonati o saper cantare, tutti possono praticare il VOCAL TONING per rilassarsi, eliminare le emozioni negative e ridurre lo stress.

Una pratica semplice con risultati significativi e profondi.

Perché un blog sul Vocal Toning?

Il Vocal Toning è una tecnica di sound healing (suonoterapia) speciale e diversa per molti motivi…

  • Si può praticare autonomamente, con la propria voce, non serve l‘intervento di un operatore o uno strumento esterno;
  • Si può praticare ovunque, la voce è sempre con noi, ed è la nostra;
  • La voce è gratis, Non serve acquistare nessuno strumento;
  • Ci coinvolge direttamente: scegliere di agire la propria voce per il benessere e l’auto-guarigione è già essere sulla strada verso l’obiettivo.

Ma… per molti (la maggioranza, in verità) la voce è ancora solo uno strumento di comunicazione o di espressione artistica, con il canto o il teatro, ma non c’è nessuna consapevolezza di quale strumento potente ed efficace sia per stare bene.

Per questo un blog sul Vocal Toning… per far conoscere questa pratica, per facilitare l’accesso ad informazioni disponibili in rete solo in lingua inglese, e quindi non immediate per tutti, per entrare in contatto con realtà affini del mondo del sound healing, e più in generale della ricerca del proprio equilibrio interiore.

Ma anche per diffondere la cultura del suono e della musica – non solo della voce – come strumenti di benessere e di evoluzione.